Mister Smith va a Washington è un bellissimo (come lo
sono sempre) film girato nel ‘39 da Frank Capra.
E’ la storia di un “cittadino” qualunque, serio, onesto e
capo scout, che combatte una battaglia
contro la politica marcia e i politici corrotti.
In pratica: John Smith diventa senatore in sostituzione
di un senatore che è morto. Quello che non sa, arrivando nella capitale, è che il
morto si era impegnato per far costruire una diga sul fiume della sua città.
Fiume lungo le cui rive lui vuole, invece, far costruire un campo Scout.
I dettagli non sono importanti, è importante, invece, che
John Smith scopre l’inghippo, attacca in aula il capo del complotto pro diga e
poi “occupa” il Senato, parlando per 24 ore filate.
E, ovviamente, vince.
Il “cittadino” John Smith (che è come dire Mario Rossi in
Italia) batte da solo la “politica” marcia, corrotta, dannosa…
Questa storia ricorda qualcosa, vero? L’abbiamo sentito
tutti il paragone in bocca a più di un commentatore no? I “cittadini” a cinque
stelle come John Smith…
E in effetti sembrano situazioni che si somigliano:
“Cittadini” impavidi contro il malaffare di Roma. Brave, oneste persone “normali” contro il marcio schifoso dei
politici che vogliono bloccare il paese per pura cattiveria…
E invece no, non si somigliano affatto, anzi: sono del
tutto diverse.
Tanto per dire:
John Smith era UNO.
I M5S sono più di 100.
John Smith era stata nominato dal Governatore del suo
Stato per sostituire un senatore morto. Vale a dire: era lì per caso.
I M5S si sono
candidati e sono stati eletti avendo come base un programma in 20 punti. Un
programma che, si presume, dovrebbero voler concretizzare.
John Smith non poteva fare altro, se non parlare per 24
ore di seguito (si chiama ostruzionismo, non occupare il Parlamento, comunque),visto
che lottava DA SOLO contro un sistema.
I M5S, volendo, potrebbero contribuire a formare un
governo.
John Smith non perse tempo quando si rese conto di quello
che gli stava succedendo intorno.
I M5S non hanno fatto nulla dall’inizio della legislatura,
quella stessa legislatura di cui contano i giorni per rinfacciare agli altri di
non aver fatto nulla.
Mettendo insieme tutto il sottolineato si vedono, in modo
assai chiaro, tutte le differenze.
Magari mi sbaglio, ma credo fermamente che il dovere di
più di 100 parlamentari eletti, profumatamente pagati, sia quello di fare
qualcosa di più che rimanere seduti in aula a leggere a turno per far credere
ai cittadini “veri” (quelli rimasti a
casa e pieni di problemi) che le cose non funzionano perché i partiti, cattivoni,
non le fanno funzionare, giustificando così la propria inerzia.
E poi: John Smith rimase in aula per 24 ore filate. Da
solo. Senza smettere mai di parlare.
I 108 parlamentari M5S leggeranno la Costituzione e i
regolamenti di Camera e Senato. Un pezzettino per uno. E a mezzanotte e uno se
ne andranno.
A questo punto, una domanda nasce spontanea: scusate, ma
vogliono somigliare a Mister Smith o a Cenerentola?