giovedì 9 maggio 2013

Aldo Moro, Peppino Impastato e l'Europa. Buon 9 maggio.




Oggi è il 9 maggio ed è una giornata complicata.
Oggi si ricordano due persone assassinate  e, insieme, si celebra un sogno.
Cominciamo da qui: oggi, si ricordano Aldo Moro e Peppino Impastato, uccisi entrambi per come avevano vissuto.E, quindi, a ben vedere non si ricorda la loro morte, ma si rammenta la loro vita. E la si indica ad esempio.
Si ricorda Aldo Moro, uno di quelli che ha costruito l’Italia. Uno che ci vedeva bene, che individuava il futuro e che sapeva come fare per raggiungerlo.
Lo presero e lo uccisero quelli che non amavano la mediazione, che pensavano che uccidere fosse una soluzione e che del futuro avevano un’idea nebulosa e utopica.
Ricordo bene quei giorni, anche se ero una bambina. Ricordo Lama in piazza, quel 16 marzo, e la rabbia di mio padre. Non paura, rabbia. Ho sempre pensato che il terrorismo perse davvero lì, quel giorno. Ed ho anche sempre pensato che nemmeno Moro avrebbe trattato mai. Perché era uomo di stato, uno che sapeva che davanti alle minacce non si cede.
E si ricorda anche Peppino Impastato, uno che, per l’appunto, non ha ceduto mai. Che si è ribellato. Uno che ha insegnato anche agli altri a ribellarsi. Uno che seminando i semi dell’antimafia nel cuore di tanti ha aiutato a crescere una generazione intera, non solo in Sicilia, che ha reagito e che, oggi, combatte anche in suo nome per liberare la nostra splendida terra dal cancro della mafia. Di tutte le mafie.
E poi si celebra l’Europa: quella di Shuman, di Adenauer, di De Gasperi, di Spaak, di Spinelli.
L’Europa sognata sotto le bombe e in mezzo alla violenza della seconda guerra mondiale, da uomini spesso incarcerati, nascosti o al confino, che (anche loro) non hanno ceduto mai. Visionari che non si sono arresi. Che hanno lottato, vinto e costruito. E che ci hanno lasciato in eredità il compito di portare in fondo il loro sogno, di renderlo vero, reale, compiuto. L’hanno lasciato a noi, che abbiamo tutto e che non abbiamo nemmeno più bisogno del passaporto. Che non conosciamo frontiere, che parliamo più lingue, che abbiamo il mondo in mano, che diamo tutto questo per scontato e che ci scordiamo sempre di ringraziare.
Di ringraziare chi, come Moro, Impastato e tanti e tanti altri, per darci questo mondo ci hanno rimesso la vita.
Ecco, qui, anche se il paragone è davvero ingeneroso per tutti coloro che ho citato prima, sono io che non cedo e non cederò mai: l’Europa è il mio sogno, è il futuro che voglio per me e per gli altri. E chi dice che è morta non mi convince. E a chi, contro di essa, usa toni violenti, troppo forti per essere davvero ascoltati, dico di ricordarsi che non hanno vinto il terrorismo o la mafia che credono e usano la violenza. Ma Moro ed Impastato con l’esempio e un’idea che costruiva e non distruggeva.
Ecco: io ci credo e ci ho sempre creduto. E per quel poco che conta, facendo mie le lezioni di Moro e Impastato, non mollerò mai.


Per saperne di più

La dichiarazione Shuman
Aldo Moro
Peppino Impastato
Robert Schuman
Konrad Adenauer
Alcide De Gasperi
Paul-Henri Spaak
Altiero Spinelli
Manifesto di Ventotene di Spinelli e Rossi

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