In questi giorni penso spesso alla libertà. Alla liberà di pensare e decidere senza dover chiedere il permesso, senza sentirsi obbligati a seguire un capo, senza aver paura di offendere qualcuno.
Già, la libertà di dire e fare, decidendo in autonomia, quello che ci sembra più giusto. O quello che ci sembra la cosa migliore in una certa situazione.
Ci penso e mi chiedo quante volte in vita mia ho tradito la mia libertà. E mi consolo subito: sono state poche. Pochissime. E per cosa piccole e assolutamente trascurabili. Per il resto del tempo ho deciso e fatto a modo mio. Magari da sola, ma sempre ascoltando solo la mia testa e il mio cuore. E pagando sempre di persona.
Questo non vuol dire che io abbia vissuto contro vento oppure sempre contro l'opinione corrente. No, vuol dire solo che quando mi son trovata insieme a molti altri l'ho fatto perchè avevo deviso di farlo. Perchè credevo che fosse, a mio libero e unico giudizio, la cosa migliore.
Certo, la libertà non è gratuita, anzi: i prezzi da pagare ci sono sempre.
Soprattutto se ti trovi a non voler seguire la corrente, a non far parte della maggioranza e seguiti (o seguita, nini, seguita... modo di dire toscano che vuol dire: e continui) a voler dire la tua a voce chiara e forte. Ecco: in quei casi la libertà si paga cara. Si perdono lavori, opportunità e occasioni. Amici no. Anche perchè quelli che si allontanano perchè sei diventato temporanemante un paria, amici veri non lo erano. Una brutta cosa, insomma, che di piacevole ha poco o niente.
Dev'essere perchè è proprio poco gradevole che alcuni che conosco, alle primarie di novembre, pur volendo votare Renzi hanno votato Bersani. Anzi, non si sono limitati a votarlo, si sono detti anche suoi convinti sostenitori.
Certo: in privato un po' nicchiavano... storcevano la bocca, chiedevano di aprire due comitati (uno per Renzi e uno per Bersani) per non rimanere a piedi perchè "... hai visto, non si sa mai che cosa può succedere...", brontolavano che serviva il rinnovamento... ma proprio non ce la facevano, non avevano il coraggio di esporsi e dire: io voto Renzi.
No. La paura di rimetterci posti e poltrone era davvero troppa. L'idea era che Bersani avrebbe vinto, il capo (gli amici, il segretario, il babbo, la mamma, la fidanzato, il fidanzo, il fratello, la sorella, il gatto, il cane, il canarino etc etc) votava Bersani e loro non poteva esporsi e dire che, forse, sarebbe stato meglio votare Renzi. (brutta cosa no? Soprattutto per coloro che Renzi lo hanno votato e sostenuto con grande passione, fregandosene di quello che avrebbero potuto perdere o vincere. Solo perchè ci credevano. Brutta davvero).
Penso spesso a loro in questi giorni e, devo dire, mi sento sollevata. A questo giro potranno votare chi avrebbero sempre voluto e non corrono nemmeno il rischio di perdere il posto. Non gli sarà richiesto di sfoggiare il coraggio che non hanno o la coerenza che non posseggono, dovranno solo deporre un voto nell'urna, con animo lieto, leggero e felice.
Che tristezza però.
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