martedì 27 agosto 2013
L'angoscia da Congresso
No, non ce la posso fare.
Dico davvero: un altro congresso alla moda delle primarie del PD, per me, è troppo.
Non reggerei agli incontri televisivi con relativi commenti, alle cronache e ai retroscena dei bisticci quotidiani, ai talk show dove sembriamo più nemici che membri della stessa famiglia politica.
Porca miseria!
Io credevo di aver fondato un partito che somigliasse ad una torta salata, dove cibi diversi si fondono e diventano un unicum squisito e non scindibile e mi ritrovo, invece, una insalata dove gl iingredienti son troppi, tutti divisi fra loro, sconditi e soprattutto indigesti.
Badate, non è che possiamo durare così all'infinito eh! Questa è l'ultima possibilità. Non ci saranno prove d'appello.
Questa volta o la capiamo e ci mettiamo a pensare sul serio a come vogliamo il Pd e a come vogliamo l'Italia (e usiamo il Congresso per fare qualcosa di concreto) oppure possiamo tranquillamente iscriverci tutti a corsi di scrittura creativa, di giardinaggio, di portoghese o di cucina o di quello che ci pare. Perchè nessuno ci prenderà mai più sul serio.
Saremo per sempre quelli dei 101 contro Prodi, quelli che non riescono mai a mettersi d'accordo su nulla, quelli che parlano tutti insieme e si smentiscono a vicenda, quelli che non sanno mai dire nè si nè no e dondolano in giro aspettando che passi la nottata.
Saremo per sempre (soprattutto) quelli che hanno troppi candidati, poche idee e nessuna capacità di metterle in pratica.
E a salvarci non basterà un messia laico oppure un quasi leader carismatico (che il Pd per come è fatto leader proprio non ne può avere) non ci sperate. Un altro congresso alla moda delle primarie Pd e non ci saranno storie: saremo finiti, morti, sepolti,kaputt
Non credo serva molto per essere credibili: i candidati ci sono (tutti degnissimi), le idee si spera arriveranno (altrimenti su che base si candidano?). Sembrerebbe sufficiente discutere civilmente delle proposte, provare a metterle insieme, accettare il verdetto delle primarie (durante le quali NON ci offenderemo a vicenda e NON urleremo alla conventio ad escludendum) e poi lavorare tutti insieme per vincere le elezioni e governare l'italia.
Mi pare una cosa facile eh...
Basterà provare a pensare che siamo una comunità e non un insieme di io. Una torta salata, in pratica, e non un'insalata scondita. E agire di conseguenza.
O, almeno, io la vedo così (sarò troppo ottimista?)
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