Il Governo Letta ha giurato. E’ un governo con a capo il vicesegretario del mio partito e persone che voterei ad occhi chiusi. E’ un governo con Emma Bonino, che stimo da sempre e molto. E' un governo con Cecile Kyenge il che mi dà, almeno per un attimo, un po' di gioia.
E’ un governo che subisco.
Perché io avrei voluto altro. Avrei voluto un governo che cambiasse l’Italia, che la rendesse migliore secondo l’idea che io e molti altri abbiamo di migliore.
Ma non è stato possibile.
Per questo voglio, prima di dire ogni altra cosa, ringraziare un po’ di gente.
Grazie.
A quelli che: “Marini no, l’ha scelto Berlusconi, è l’inciucio (visto, ganzi, dove siamo arrivati?)
A quelli che: “Mi alzo e inneggio a Prodi al Capranica, ma poi non lo voto. E non lo voto senza dire nulla, perché… (i perché sono tanti e diversi, e fanno tutti schifo, almeno a me).
A quelli che: “Mi sembrava di stare a Ballarò” perché non hanno idea di dove sono, nè di cosa fanno lì. E nemmeno gliene importa.
A quelli che: “Non avete votato Rodotà, diteci perché! (cari miei, che usate questo tormentone per non parlare o dire altro, non vi dobbiamo spiegazioni, visto che voi ci sputate in faccia senza alcun problema. E anche perché: chi cavolo si fida di gente che ti continua ad offendere e ti tratta da delinquente a prescindere?)
Grazie. Grazie per avermi negato la possibilità di vedere il mio paese cambiare. Grazie per non avere reso concretizzabili splendide idee. Grazie per aver tramato e intessuto reti nell’ombra, grazie del poco coraggio, grazie della forza che mettete nel fare corrente e della debolezza che mettete nel ruolo di rappresentati del popolo. Grazie, sentitamente, davvero. Me ne ricorderò, non dubitate.
Grazie per averci regalato, con la vostra insipienza, vigliaccheria, superbia, questo governo che, come dicevo, io subisco.
Mai e poi mai avrei voluto vedere Alfano (dopo la sceneggiata del Tribunale di Milano, dopo aver chinato la testa davanti al padrone per le primarie, dopo tutto quello che gli ho visto fare in questi ultimi anni) fare il ministro degli Interni. Non mi fido e non mi fiderò. E nemmeno avrei voluto vedere Lupi (e CL con annessa Compagnia delle Opere) alle Infrastrutture, per esempio. Ma mi rendo conto che è l’unica cosa possibile per provare a non morire.
E così continuo ad inveire contro chi ci ha costretto a questo (dentro e fuori il Pd e il centrosinistra) subisco e non mi do per vinta: io la speranza che la nottata passi e che il mattino sia migliore non l’ho persa. E, a scanso di equivoci, lo subisco, ma se fossi un parlamentare lo voterei. Perché quelli che dentro il PD cercano consensi a sinistra con ribellioni tardive e poco credibili (ai miei occhi) mi fanno sorridere.
Alla fine un GRAZIE maiuscolo, grande, serio, sentito, dovuto. A Pierluigi Bersani. Persona per bene, onesta. Uno che al cambiamento ci ha creduto. Uno che ha sbagliato molto negli ultimi tempi, ma sempre in buona fede. Uno che mi aveva fatto credere possibile che si potesse battere Berlusconi e che si potesse rendere l’Italia un posto di cui essere fieri. Grazie, Segretario. Davvero.

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