No, non capisco.
Ma non eravamo noi italiani quelli che "mercato libero è bello"?
Non eravamo noi quelli "basta industria di stato!"?
E non eravamo sempre noi che volevamo le liberalizzazioni per spendere meno e meglio e per non pagare più i debiti di aziende gestite male? Quelli che prendevano in giro i francesi che continuavano a produrre auto con soldi pubblici o i tedeschi che non vendevano la loro compagnia telefonica?
A meno che non abbia sognato tutto, abbiamo passato gli ultimi 20 anni a leggere e ascoltare queste cose su ogni giornali, tivù, commento sul web.
E ora? Ora che le dismissioni danno i loro frutti (buoni o cattivi, non voglio giudicare, ma aggiungo che io sono socialista, indi, non proprio affine al: decide il mercato e chi non ce la fa si arrangi) tutti a urlare che l'Italia non va svenduta?
Scusate, ma: che senso ha? E, soprattutto, voi quando queste cose succedevano, dove eravate?
Che cosa pensavate sarebbe successo una volta vendute le partecipazioni pubbliche? Che per magia tutto sarebbe rimasto come sempre? Eh, no, gente, no: non è così. Quando un'impresa è sul mercato (soprattutto se è mal gestita e piena di debiti) alla fine qualcuno se la compra. Per questo si chiama MERCATO: si compra e si vende per trarne profitto.
Telecom diventa spagnola? Pace e pazienza.
Alitalia prende il volo per la Francia? Altrettanto.
(Anche se, lo confesso, se avessi davanti chi ne impedì la vendita 5 anni fa, a condizioni e prezzo migliore, solo per fare campagna elettorale gliene direi di tutti i colori. E altrettanto farei con chi, per questa ragione, votò quei tizi opportunisti e privi di interesse per il popolo italiano).
La parte civile di Ansaldo sta per prendere un treno per la Corea o la metro per gli Usa?
Che vi devo dire? Speriamo la gestiscano meglio di come hanno fatto fino ad ora manager impreparati e assolutamente incompetenti (non lo dico io, lo dicono i risultati).
E non provate a dare la colpa solo alla politica eh, che se in Italia ci fossero davvero tanti buoni imprenditori (alcuni ci sono, per fortuna, ma son esigua minoranza) tutto questo non sarebbe successo. Le aziende sarebbero state acquistate per farle crescere. Sarebbero state ben gestite, avrebbero prodotto lavoro e reddito per molti. Sarebbero state ancora un bene nazionale, di proprietà privata, ma utili a tutti. Come è successo e succede in molte altre parti del mondo.
Qui invece no.
E il peggio, secondo me, è che tutto questo (politica, imprenditori e quant'altro sta succedendo) ci rappresenta benissimo.
Rappresenta perfettamente questo caos chiamato Italia.
Un posto dove nessuno ricorda che cosa è successo il giorno prima, dove si pensa che sia furbo chi se ne sbatte delle leggi e stupido chi le rispetta. Dove non si pagano le tasse (100 miliardi di evasione l'anno... mica noccioline) e ci se ne vanta. Dove si dà la colpa alla politica e alle leggi dimenticando che quelli che fanno politica e leggi li votiamo NOI.
Quello che sta succedendo è solo il riflesso della nostra società, di quello che siamo, di come viviamo.
Siamo un popolo di schizofrenici che cambia idea a seconda delle convenienze, non sa cosa sia una comunità e pensa di risolvere i problemi andando a gridare in piazza o scrivendo post sul Web,
Prima ce ne rendiamo conto e meglio è.
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