Facciamo finta di essere seduti in un bel giardino, davanti a una tazza di tè (si, io pure preferisco il caffè, ma questa non è l'ora adatta) e diciamocelo: ci piacerebbe tanto vedere in diretta tivù cosa si dicono i segretario (o similia) dei partiti (piccoli e grandi) quando si incontrano per trattare degli argomenti più vari...
No, non sto parlando dello streaming tanto di moda fra i grillini... No per carità!
Quella è una meravigliosa e divertente presa in giro che si sostanzia in un: ti faccio vedere quello che io voglio tu veda, metto su proprio una bella commedia (avete presente gli streaming fra Grillo e soci e il Pd? Ecco, appunto) a tuo uso e consumo, mio caro elettore. Così penserai di contare qualcosa e di essere importante.
Ma le decisioni le prendo io. O, se non le prendo io, non ci penso proprio a farti vedere o sentire o anche solo sapere qualcosa di dove, come, quando e da chi (oltre che perchè) le abbiamo prese.
No, parlo degli incontri veri, seri, decisivi. Quelli che nessuno sa che avvengono, quelli che si fanno in due, tre, massimo quattro. Magari davanti a un piatto di pasta (siamo sempre italiani) oppure davanti a un caffè.
Ecco: io quelli vorrei vedere e sentire in diretta.
Mi toglierei, ci toglieremmo, tutto il piacere della dietrologia e dell'analisi interpretative... ma volete mettere sapere esattamente quello che è successo e mettersi a ridere a crepapelle quando provano a darti ad intendere tutt'altro?
lunedì 16 giugno 2014
domenica 15 giugno 2014
L'avete capito, ora, perchè non era da fare la guerra all'Iraq?
Pensavo che, io e milioni di altri, nel 2003 abbiamo provato ad opporci in tutti i modi alla guerra all'Iraq.
In effetti abbiamo montato proprio un gran casino... manifestazioni continue per mesi, fino a quella immensa, forse la più grande di sempre, a Roma, a febbraio. Bandiere alle finestre di quasi tutte le case. Iniziative continue per spiegare perchè non volevamo che l'Italia dicesse si, che i nostri militari partissero.
In effetti non era difficile capire né che la si voleva fare per il petrolio, né che Saddam Hussein sarebbe stato sostituito da qualcuno forse peggiore.
Bush e sodali (Berlusconi, Aznar, il citatissimo e amatissimo Blair, e un po' di altri simil leaders più sconosciuti, che venivano trattati da tali solo perchè faceva comodo aggiungere il loro paese al numero, scarso e scarno, di quelli che volevano appoggiare gli USA) raccontavano di armi di distruzione di massa nascoste nel deserto, di necessità di eliminare un dittatore (e ti veniva da chiedere: e tutti gli altri? Li lasciamo lì?) e altre varie amenità.
E prendevano in giro chiunque non fosse d'accordo con loro, offendendo i tedeschi, rovesciando bottiglie di vino francese e boicottando le patatine fritte, definendo il Belgio "uno sputo sulla cartina geografica" e definendo Vera Europa solo quella dell'est (soprattutto la Polonia) che concedeva basi e uomini per la "coalition of willing".
Mi ricordo le sedute del Consiglio di sicurezza dell'ONU, con un sempre più imbarazzato Colin Powell a sostenere argomentazioni che non condivideva, e quelle del Parlamento inglese, con un Blair sempre più in difficoltà e una buona metà del Labour che gli votava contro...
E mi ricordo la guerra, i morti, i disastri, le autobombe.
Mi ricordo Nassirya e i funerali dei nostri soldati...
Ecco: in Iraq stanno vincendo le milizie islamiche. Se tutto va bene presto anche lì avremo una teocrazia sul tipo di quella Iraniana.
Ecco: capite ora perché quella guerra non andava fatta?
Che rabbia.
martedì 10 giugno 2014
Pensare con la propria testa (o forse no).
Sono mesi che rifletto sul fatto che, a volte, mi sento obbligata a dire cose o a reagire in un certo modo solo perchè pare che sia il "modo richiesto".
Il modo in cui "qualcuno o più di qualcuno" mi ha insegnato a reagire o a rispondere.
E invece sono tante le volte che, no, quelle parole e quelle reazioni non mi somigliano per niente. E immagino che questo non valga solo per me. Che sia così, più o meno, per la maggior parte delle persone.
In pratica siamo ingabbiati in una rete di contraddizioni che rischiano di farci vivere come non vogliamo e essere come non siamo.
Caspita però... che pensiero deprimente... l'unica cosa seria da fare è smettere subito.
O almeno quando me ne accorgo.
Come se dovessi smettere di fumare (anche se io non ho fumato mai). O come se dovessi smettere di pensare conto terzi...
Ok, ci provo. E vediamo che succede.
Il modo in cui "qualcuno o più di qualcuno" mi ha insegnato a reagire o a rispondere.
E invece sono tante le volte che, no, quelle parole e quelle reazioni non mi somigliano per niente. E immagino che questo non valga solo per me. Che sia così, più o meno, per la maggior parte delle persone.
In pratica siamo ingabbiati in una rete di contraddizioni che rischiano di farci vivere come non vogliamo e essere come non siamo.
Caspita però... che pensiero deprimente... l'unica cosa seria da fare è smettere subito.
O almeno quando me ne accorgo.
Come se dovessi smettere di fumare (anche se io non ho fumato mai). O come se dovessi smettere di pensare conto terzi...
Ok, ci provo. E vediamo che succede.
lunedì 9 giugno 2014
E a me sono venuti i brividi...
Mi sono venuti i brividi a vedere questa foto.
Mi sono venuti i brividi e ho anche pensato: vedi che si può fare?
Poi mi sono resa conto che non è cosa normale per noi semplici mortali e anche che, si, Papa Francesco merita davvero tutta l'ammirazione che gli porto.
Io non sono osservante. Non ho grandi rapporti con la Chiesa Cattolica. Anzi, per la verità, sono davvero molto critica.
Ma quest'uomo (perchè è un uomo), che ha fatto della semplicità la sua arma e che non si nasconde mai dietro un dito, ha davvero molto da insegnarmi.
Guardate ieri: con una semplicità disarmante, ha preso due persone che rappresentano due paesi eternamente in guerra e li ha portati a piantare un ulivo nei giardini vaticani. Sotto lo sguardo e con l'aiuto suo e del Patriarca di Costantinopoli.
Lo ha fatto senza troppa enfasi, ma riempiendo ogni gesto di simboli (e come sono importanti, i simboli) così antichi da essere ben decifrabili per ogni parte del mondo intorno al Mare Nostrum.
Ha, per così dire, aperto una porta che era chiusa e ha infilato fra mille dolori l'albero della pace. Ci ha infilato la parola pace. E ha rinnovato una speranza che era quasi persa.
Dite che è poco?
Perchè non ci provate voi?
E mi viene solo da dire grazie. A tutti e quattro. Grazie.
Mi sono venuti i brividi e ho anche pensato: vedi che si può fare?
Poi mi sono resa conto che non è cosa normale per noi semplici mortali e anche che, si, Papa Francesco merita davvero tutta l'ammirazione che gli porto.
Io non sono osservante. Non ho grandi rapporti con la Chiesa Cattolica. Anzi, per la verità, sono davvero molto critica.
Ma quest'uomo (perchè è un uomo), che ha fatto della semplicità la sua arma e che non si nasconde mai dietro un dito, ha davvero molto da insegnarmi.
Guardate ieri: con una semplicità disarmante, ha preso due persone che rappresentano due paesi eternamente in guerra e li ha portati a piantare un ulivo nei giardini vaticani. Sotto lo sguardo e con l'aiuto suo e del Patriarca di Costantinopoli.
Lo ha fatto senza troppa enfasi, ma riempiendo ogni gesto di simboli (e come sono importanti, i simboli) così antichi da essere ben decifrabili per ogni parte del mondo intorno al Mare Nostrum.
Ha, per così dire, aperto una porta che era chiusa e ha infilato fra mille dolori l'albero della pace. Ci ha infilato la parola pace. E ha rinnovato una speranza che era quasi persa.
Dite che è poco?
Perchè non ci provate voi?
E mi viene solo da dire grazie. A tutti e quattro. Grazie.
giovedì 5 giugno 2014
"Non è del Pd, è sostenuto dal Pd". O dell'inutilità di certe precisazioni.
Pare (l'ho letto in giro) che dalle parti del nazionale del mio Partito ci si stia affannando a distinguere fra Sindaci del Pd e Sindaci solo "sostenuti" dal Pd, piazzando il Sindaco di Venezia arrestato ieri fra questi ultimi.
Lasciamo da parte il fatto che la persona in questione è stata arrestata, ma non ancora rinviata a Giudizio, nè giudicata.
Lasciamo pure da parte anche il fatto che il Sindaco di Venezia, anche se non iscritto, ha comunque votato alle primarie dichiarandosi così elettore (e secondo lo Statuto, quindi, compone il partito esattamente come gli iscritti).
E lasciamo pure da parte anche che Orsoni ha indubbiamente partecipato alla vita e alle scelte del Pd ( o almeno questo è l'impressione che si ricava leggendo i giornali a ritroso).
Quello che conta, secondo me, per un partito serio come noi vogliamo essere (e siamo), è che non ci possiamo prendere in giro e non ci possiamo rendere ridicoli agli occhi dei cittadini con scuse patetiche, tipo quelle che citavo, cercando di scaricarlo ora.
Gli italiani penseranno di noi ancora peggio.
Smettiamo di chiacchierare a vanvera arrampicandoci sugli specchi e, piuttosto, rendiamoci conto che serve una severa selezione della classe dirigente (come si faceva una volta, avete presente? Quando si pensava che solo i migliori dovessero servire le Istituzioni) e una altrettanto severa scelta dei candidati esterni da sostenere.
Perchè aprire il Pd va bene, anzi: è necessario. Quello che non va bene affatto è non controllare in alcun modo chi entra.
Lasciamo da parte il fatto che la persona in questione è stata arrestata, ma non ancora rinviata a Giudizio, nè giudicata.
Lasciamo pure da parte anche il fatto che il Sindaco di Venezia, anche se non iscritto, ha comunque votato alle primarie dichiarandosi così elettore (e secondo lo Statuto, quindi, compone il partito esattamente come gli iscritti).
E lasciamo pure da parte anche che Orsoni ha indubbiamente partecipato alla vita e alle scelte del Pd ( o almeno questo è l'impressione che si ricava leggendo i giornali a ritroso).
Quello che conta, secondo me, per un partito serio come noi vogliamo essere (e siamo), è che non ci possiamo prendere in giro e non ci possiamo rendere ridicoli agli occhi dei cittadini con scuse patetiche, tipo quelle che citavo, cercando di scaricarlo ora.
Gli italiani penseranno di noi ancora peggio.
Smettiamo di chiacchierare a vanvera arrampicandoci sugli specchi e, piuttosto, rendiamoci conto che serve una severa selezione della classe dirigente (come si faceva una volta, avete presente? Quando si pensava che solo i migliori dovessero servire le Istituzioni) e una altrettanto severa scelta dei candidati esterni da sostenere.
Perchè aprire il Pd va bene, anzi: è necessario. Quello che non va bene affatto è non controllare in alcun modo chi entra.
mercoledì 4 giugno 2014
l'Adsl è tornata. E io torno al mio blog :)
Ebbene si: dopo lunga e penosa (soprattutto per me) attesa finalmente abbiamo l'adsl nella nostra nuova (e bellissima) casa.
Alla fine di un paio di mesi di sconforto e quotidiane telefonate e rimpalli fra vodafone e telecom, alle 14 e 20 di un giorno qualsiasi (70 giorni dopo la prima richiesta), un tecnico telecom si presentato alla porta senza nessun preavviso, ha attaccato la linea e se ne è andato.
Roba da dieci minuti. Va bhè... quasi tre mesi e 10 minuti...
Lui è uscito e noi siamo rimasti lì, a guardarci, e chiedendoci a vicenda: ma era tutto qui?
Giovanni ha persino tentato un: "... no dai, vedrai che la linea non funziona subito... l'avrà attaccata in centrale, ma prima di fare il collegamento ci vorrà tempo...". E invece no, era tutto lì. E funzionava tutto.
Ci sarebbe stato da prendere il telefono e chiamare la Vodafone e offendere chiunque rispondesse fino alla settima generazione... ma abbiamo preferito soprassedere ed occuparci del lavoro rimasto indietro e dei collegamenti da riprendere con il mondo esterno.
E il primo collegamento che io riprendo è quello con il mio diario telematico. Con l'idea di fargli scandire i miei giorni a venire e di usarlo per raccontare la vita che passa fuori dalle finestre (quelle vere e quelle informatiche) e dentro casa.
E quindi, salve naviganti! Sono tornata :)
Alla fine di un paio di mesi di sconforto e quotidiane telefonate e rimpalli fra vodafone e telecom, alle 14 e 20 di un giorno qualsiasi (70 giorni dopo la prima richiesta), un tecnico telecom si presentato alla porta senza nessun preavviso, ha attaccato la linea e se ne è andato.
Roba da dieci minuti. Va bhè... quasi tre mesi e 10 minuti...
Lui è uscito e noi siamo rimasti lì, a guardarci, e chiedendoci a vicenda: ma era tutto qui?
Giovanni ha persino tentato un: "... no dai, vedrai che la linea non funziona subito... l'avrà attaccata in centrale, ma prima di fare il collegamento ci vorrà tempo...". E invece no, era tutto lì. E funzionava tutto.
Ci sarebbe stato da prendere il telefono e chiamare la Vodafone e offendere chiunque rispondesse fino alla settima generazione... ma abbiamo preferito soprassedere ed occuparci del lavoro rimasto indietro e dei collegamenti da riprendere con il mondo esterno.
E il primo collegamento che io riprendo è quello con il mio diario telematico. Con l'idea di fargli scandire i miei giorni a venire e di usarlo per raccontare la vita che passa fuori dalle finestre (quelle vere e quelle informatiche) e dentro casa.
E quindi, salve naviganti! Sono tornata :)
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