domenica 28 aprile 2013

Il governo che subisco, ma che voterei.



Il Governo Letta ha giurato. E’ un governo con a capo il vicesegretario del mio partito e persone che voterei ad occhi chiusi. E’ un governo con Emma Bonino, che stimo da sempre e molto. E' un governo con Cecile Kyenge  il che mi dà, almeno per un attimo, un po' di gioia.

E’ un governo che subisco.
Perché io avrei voluto altro. Avrei voluto un governo che cambiasse l’Italia, che la rendesse migliore secondo l’idea che io e molti altri abbiamo di migliore.
Ma non è stato possibile.
Per questo voglio, prima di dire ogni altra cosa, ringraziare un po’ di gente.
Grazie.
A quelli che: “Marini no, l’ha scelto Berlusconi, è l’inciucio (visto, ganzi, dove siamo arrivati?)
A quelli che: “Mi alzo e inneggio a Prodi al Capranica, ma poi non lo voto. E non lo voto senza dire nulla, perché… (i perché sono tanti e diversi, e fanno tutti schifo, almeno a me).
A quelli che: “Mi sembrava di stare a Ballarò” perché non hanno idea di dove sono, nè di cosa fanno lì. E nemmeno gliene importa.
A quelli che: “Non avete votato Rodotà, diteci perché! (cari miei, che usate questo tormentone per non parlare o dire altro, non vi dobbiamo spiegazioni, visto che voi ci sputate in faccia senza alcun problema. E anche perché: chi cavolo si fida di gente che ti continua ad offendere e ti tratta da delinquente a prescindere?)
Grazie. Grazie per avermi negato la possibilità di vedere il mio paese cambiare. Grazie per non avere reso concretizzabili splendide idee. Grazie per aver tramato e intessuto reti nell’ombra, grazie del poco coraggio, grazie della forza che mettete nel fare corrente e della debolezza che mettete nel ruolo di rappresentati del popolo. Grazie, sentitamente, davvero. Me ne ricorderò, non dubitate.
Grazie per averci regalato, con la vostra insipienza, vigliaccheria, superbia, questo governo che, come dicevo, io subisco.
 Mai e poi mai avrei voluto vedere Alfano (dopo la sceneggiata del Tribunale di Milano, dopo aver chinato la testa davanti al padrone per le primarie, dopo tutto quello che gli ho visto fare in questi ultimi anni) fare il ministro degli Interni. Non mi fido e non mi fiderò. E nemmeno avrei voluto vedere Lupi (e CL con annessa  Compagnia delle Opere) alle Infrastrutture, per esempio. Ma mi rendo conto che è l’unica cosa possibile per provare a non morire.
E  così continuo ad inveire contro chi ci ha costretto a questo (dentro e fuori il Pd e il centrosinistra) subisco e non mi do per vinta: io la speranza che la nottata passi e che il mattino sia migliore non l’ho persa. E, a scanso di equivoci, lo subisco, ma se fossi un parlamentare lo voterei. Perché quelli che dentro il PD cercano consensi a sinistra con ribellioni tardive e poco credibili (ai miei occhi) mi fanno sorridere.
Alla fine un GRAZIE maiuscolo, grande, serio, sentito, dovuto. A Pierluigi Bersani. Persona per bene, onesta. Uno che al cambiamento ci ha creduto. Uno che ha sbagliato molto negli ultimi tempi, ma sempre in buona fede. Uno che mi aveva fatto credere possibile che si potesse battere Berlusconi e che si potesse rendere l’Italia un posto di cui essere fieri. Grazie, Segretario. Davvero.

giovedì 18 aprile 2013

Un partito di uomini liberi.


Credono di poterti sfottere. Di poterti rivolgere ogni offesa venga loro in mente e di avere anche ragione a farlo. Non misurano nemmeno più le parole. No. E perchè dovrebbero? Si sentono vincitori, si sentono grandi, forti, intoccabili, appena un passo prima della perfezione. Ridono in modo sguaiato, rilanciano le parole di un tizio che scrive su un blog e credono di possedere l'unica verità possibile. Gongolano, in modo  pieno di arroganza, delle nostre difficoltà.
Però non pensano.
Non pensano che le persone che NOI del PD abbiamo mandato a rappresentarci (con primarie da un milione di persone eh, non da 20.000 o poco più) sono persone LIBERE. 
Persone che possono (durante un'assemblea accessibile a tutti) dire NO sonoramente ad una proposta non condivisa. Anche se a farla è il loro Segretario. Sono persone che possono scegliere di non votare o di votare un altro nome. Senza nessuna ripercussione. Senza nessun problema.
No, non pensano. 
Perchè se pensassero e facessero il confronto, si renderebbero conto di quanto sono piccoli e schiavi. Perchè non è vero che uno vale uno, anzi, è vero il contrario (viste le volte che Grillo ha smentito Crimi, anche in modo umiliante). Perchè non è vero che sono liberi, anzi: sono obbligati a fare solo ed esclusivamente quello che il duo G&C decide. E se per caso non lo fanno sono offese, umiliazioni pubbliche e espulsione. 
Ridete, ridete pure. Offendete, schiamazzate, fate conferenza stampa senza rispondere a domande... 
Tanto quelli che vengono portati non si sa dove in un bus chiuso per incontrare il padrone del marchio, siete voi.
Noi, tutti non solo i parlamentari, siamo quelli che non hanno un padrone, se non il proprio cervello e il proprio cuore. Noi siamo un Partito di uomini liberi. E io ne sono fiera.

martedì 16 aprile 2013

Prendetevi una vacanza...



Prendetevi una vacanza. Di quelle con la V maiuscola. Non è un obbligo, eh... è solo un consiglio.
Prendetevi una vacanza e provate a vedere se vi si schiariscono le idee.
Tanto, tornando, ci troverete ancora qui. Qui ad aspettare che ci spieghiate quello che succede. Magari senza iperboli, magari senza invenzioni, magari senza plastici in studio, diagrammi con il numero dei voti necessari per diventare Presidente della Repubblica o programmi di approfondimento meno profondi di un pozzanghera, ma ben zeppi  di sondaggi, hashtag, diagrammi, pettegolezzi e storielle. E di ospiti vari ed improbabili, ai quali, immancabilmente, fate domande a cui non possono (o non sanno o non osano) rispondere. Domande che, ben inteso, troppo spesso hanno interesse solo per voi.
Per favore: prendetevi 'sta vacanza. E magari tornado smettete di scrivere commenti alla situazione (politica e non) che vengono puntualmente smentiti o che si rivelano privi di fonti accertabili. 
Per favore, fatelo per noi: un popolo che non può contare su una libera (e seria) stampa perde un pezzo della sua libertà. In fondo, cosa vi costa? Prendetevi una vacanza e poi, tornando, raccontateci l'Italia per quel che è. 

giovedì 11 aprile 2013

Peter, Matteo e l'Ombra di D'Alema...


Avete presente, si, quando Peter Pan rincorre la sua ombra che è fuggita?

Ecco, in questi giorni ho l’impressione che fra lui e Matteo Renzi ci sia più di una similitudine.
Il Renzi chiaro, semplice, conciso (a volte anche troppo) della campagna delle primarie è scomparso. Non si capisce esattamente cosa voglia fare: il Governo con il Pdl? Il Governo del Presidente? Il Governissimo con ci sta? Le elezioni? E le elezioni con una nuova legge elettorale o col Porcellum?
A più riprese, in più momenti, nella sua maratona di interventi e interviste quotidiane, ha suggerito ognuna di queste soluzioni. Però aggiungendo sempre, in fondo in fondo (o il giorno dopo) il veltroniano: ma anche…
Sembra davvero, prendiamo atto, un uomo che rincorre la sua ombra perchè non si riconosce più. 
Prova ad acchiapparla senza sosta, anche quando fa le bizze per non essere stato nominato grande elettore (cosa che mi appare incomprensibile visti i problemi VERI dell’Italia), anche quando dice che lui ha perso le primarie, ma Bersani ha perso le elezioni (qualificandosi così come doppio perdente, visto che è quello che ha perso da quello che ha perso), anche quando pubblica i suoi finanziatori solo in parte, giustificandosi con il fatto che quelli che mancano hanno dato “3500 euro in media ciascuno" (e che vuol dire in media? Uno può aver dato 10 e uno 50.000)…
Via giù, caro Peter-Matteo, è necessario che tu trovi una/un (il sesso davvero non è importante, visto che si tratta solo di un esempio) Wendy che prenda ago e filo, ti riattacchi l’ombra e metta ordine nei tuoi interventi. Per il bene tuo, del Pd e anche (forse, ma meglio essere melodrammatici che cinici) dell’Italia.
Attento però. Attento, che a spasso, libera come l’aria, c’è l’Ombra di D’Alema.
Il suo proprietario ha altro da fare, dopo essersi auto rottamato, e la dispettosa ha l’abitudine (o per lo meno questo di lei raccontano i famosi “ben informati”) di infilarsi al posto delle ombre altrui facendo fare e dire cose insospettabili.
E ora che ci penso: non è che ci dirai che tutto questo #direeaggiungereesmentire è colpa dell’Ombra di cui sopra?
In effetti sarebbe una buona spiegazione del come mai hai fatto esattamente le stesse proposte che mesi fa definivi inciucio, generando così scandalo generale.
Ce lo siamo chiesti in tanti, sai: ma come? Peter-Matteo, il rottamatore, che predica l’accordo con Berlusconi, l’inciucissimo tanto criticato?
Attento, Peter-Matteo, che se quell’Ombra dispettosa non ha preso il posto della tua, par quasi che sia tu a voler prendere quello del tanto vituperato Baffino come pontiere inciucista…

p.s. e comunque, Peter, Matteo, e Ombra di D’Alema a parte, ho spesso il sospetto che le cose non siano affatto come appaiono. E che tutto questo gran caos, tutta questa epica storia fatta di inciuci, piagnistei, fratture, scissioni e via e via così andando, altro non sia che una favola raccontata da commentatori che, non solo non hanno più alcun interesse alla verità dei fatti, ma hanno anche molto meno talento di  James Mattehew Barrie. 

martedì 9 aprile 2013

I 5s occupano le Camere? Come giustificare il non far nulla e vivere felici


Mister Smith va a Washington è un bellissimo (come lo sono sempre) film girato nel ‘39 da Frank Capra.
E’ la storia di un “cittadino” qualunque, serio, onesto e  capo scout, che combatte una battaglia contro la politica marcia e i politici corrotti.
In pratica: John Smith diventa senatore in sostituzione di un senatore che è morto. Quello che non sa, arrivando nella capitale, è che il morto si era impegnato per far costruire una diga sul fiume della sua città. Fiume lungo le cui rive lui vuole, invece, far costruire un campo Scout.
I dettagli non sono importanti, è importante, invece, che John Smith scopre l’inghippo, attacca in aula il capo del complotto pro diga e poi “occupa” il Senato, parlando per 24 ore filate.
E, ovviamente, vince.
Il “cittadino” John Smith (che è come dire Mario Rossi in Italia) batte da solo la “politica” marcia, corrotta, dannosa…



Questa storia ricorda qualcosa, vero? L’abbiamo sentito tutti il paragone in bocca a più di un commentatore no? I “cittadini” a cinque stelle come John Smith…
E in effetti sembrano situazioni che si somigliano: “Cittadini” impavidi contro il malaffare di Roma. Brave, oneste persone  “normali” contro il marcio schifoso dei politici che vogliono bloccare il paese per pura cattiveria…
E invece no, non si somigliano affatto, anzi: sono del tutto diverse.
Tanto per dire:
John Smith era UNO.
I M5S sono più di 100.

John Smith era stata nominato dal Governatore del suo Stato per sostituire un senatore morto. Vale a dire: era lì per caso.
I M5S  si sono candidati e sono stati eletti avendo come base un programma in 20 punti. Un programma che, si presume, dovrebbero voler concretizzare.

John Smith non poteva fare altro, se non parlare per 24 ore di seguito (si chiama ostruzionismo, non occupare il Parlamento, comunque),visto che lottava DA SOLO contro un sistema.
I M5S, volendo, potrebbero contribuire a formare un governo.

John Smith non perse tempo quando si rese conto di quello che gli stava succedendo intorno.
I M5S non hanno fatto nulla dall’inizio della legislatura, quella stessa legislatura di cui contano i giorni per rinfacciare agli altri di non aver fatto nulla.

Mettendo insieme tutto il sottolineato si vedono, in modo assai chiaro, tutte le differenze.
Magari mi sbaglio, ma credo fermamente che il dovere di più di 100 parlamentari eletti, profumatamente pagati, sia quello di fare qualcosa di più che rimanere seduti in aula a leggere a turno per far credere ai cittadini  “veri” (quelli rimasti a casa e pieni di problemi) che le cose non funzionano perché i partiti, cattivoni, non le fanno funzionare, giustificando così la propria inerzia.
E poi: John Smith rimase in aula per 24 ore filate. Da solo. Senza smettere mai di parlare.
I 108 parlamentari M5S leggeranno la Costituzione e i regolamenti di Camera e Senato. Un pezzettino per uno. E a mezzanotte e uno se ne andranno.
A questo punto, una domanda nasce spontanea: scusate, ma vogliono somigliare a Mister Smith o a Cenerentola?



lunedì 8 aprile 2013

Bus chiuso. Destinazione Ignota. E alieni. (O forse no). Cineracconto con comparse stellate.


E' mattina presto. Il sole è sorto da poco. 
E' primavera, si, ma fa ancora freddo. 
Parcheggiato nella piazzetta c'è un bus. Un bus coi vetri scuri. 
La convocazione, lì e a quell'ora, è arrivato per lettera. 
Una lettera segreta, contenuto da non rivelare.
Era, come si dice, un invito che non si poteva rifiutare...
Arrivano alla spicciolata. Indossano giacconi. Hanno con sè borse, zaini, documenti. 
Salgono. 
Nessuno di loro sa dove stanno andando e perchè.
Sono colleghi, si conoscono, alcuni anche da tanto tempo. Però fare domande è impensabile. Non è permesso, anzi, peggio: non è consigliabile. E allora si interrogano in silenzio. Ma non lo chiedono davvero, ad alta voce. Sanno che non otterrebbero risposta. Comunque vedranno una volta giunti a destinazione...





Ehm... no. No, ma che pensate… sospettosi mal fidati…
Non sto parlando del viaggio dei Deputati e Senatori a 5 stelle verso Fiumicino... 
No, può sembrare, ma no.
Parlo di Indiana Jones e del suo 4* film: Il teschio di cristallo. Guardate il video…
Non è il migliore della serie, no… il finale poi… davvero inverosimile. Ma Indy (scusate la confidenza, lo frequento da 30 anni) è sempre Indy…
D'accordo: ci sono delle similitudini con il “viaggio misterioso” degli stellini. Ok, okk... Anche a Piazzale Flaminio c'era un bus con i vetri scuri e persone che non sapevano dove sarebbero andate. E si, anche in quel caso l'invito era perentorio e di quelli che non si possono rifiutare...
Eh, però Indy e i suoi colleghi andavano all'Area 51, a visionare il corpo di un alieno che si era schiantato a Roswell... Un alieno con il corpo magnetico... 
E gli stellini, invece, che ci sono andati a fare a Fiumicino…
In effetti non importa. Volete mettere? Un casale contro l'Area 51.
Via, diciamolo: in quanto a patos e mistero, per non parlare dei contenuti, Grillo è un dilettante.

p.s. 
Ecco qui Rosswell e Area 51. E poi ditemi se non sono più interessanti di un casale con grilli a Fiumicino e dintorni ;)














mercoledì 3 aprile 2013

"...Momenti di Gloria..."



Dice che ognuno corre per sè.
Mi verrebbe da rispondere: "Davvero? Ma non mi dire......"
Però non lo faccio. Non serve.
Quelli che si affrettano a rivelarmi queste verità, probabilmente, pensano davvero che io non abbia capito in che mondo vivo.
Pensano, sempre probabilmente, che io abbia la residenza in una fiaba e il domicilio in un romanzo di Jane Austen (o in un film di fantascienza, dipende dai giorni).
E invece no. No. Io vivo qui. E vedo. E sento.
Però non corro. Non mi va più.
Ho deciso che voglio godermi i miei  "momenti di gloria" seduta (metaforicamente, ma anche no) con un bel libro in mano, sotto un ciliegio fiorito, in un prato di primule, con il sole caldo e un ruscello che mormora.
Voi, se vi va, correte pure. Magari faccio il tifo. 
E, quando passate, se ne avete voglia, vi preparo un caffè.

martedì 2 aprile 2013

FLY ME TO THE MOON




Fly me to the moon... no non voglio andarci davvero.
Anche se, devo ammettere, l'idea di andare a vedere com'è fatta la primavera su Giove o Marte mi attrae assai.
No, Fly me to the moon perchè è una di quelle canzoni che tirano su di morale anche una giornata che minaccia di scavare tunnel sotto metropolitana di NY.
E comunque, no, non sono depressa: è solo colpa delle costole che mi fanno male.
Ecco...

P.S. 
se non avete mai visto questo film (Down with love - Abbasso l'amore) guardatelo. 
E' un'altra cosa che aiuta a riemergere dalla metropolitana..