Se volete parlare delle molestie di gruppo subite dalle donne a Colonia l'ultimo dell'anno, allora ricordatevi delle donne.
E fatelo non come fossero un mero accidente capitato nel mezzo dell'accadimento polemico che vi piace tanto e serve preciso, preciso, per un po' di polemica post natalizia,
Fatelo con attenzione, pudore, rispetto.
Rendendovi conto che si tratta di qualcosa che molto difficilmente dimenticheranno e per la quale avranno timori per tutta la vita. E rendendovi pure conto che non si tratta di nulla di particolare o straordinario.
Perchè straordinario non lo è per niente, proprio per niente, anche se quasi nessuno ricorda che cose simili a questa succedono tutti i giorni, in tutti i paesi del mondo. Con percentuali e modi diversi, certo, ma succedono ovunque.
Succedono perchè le donne sono da sempre le vittime privilegiate dei maschi (maschi e non uomini, abbiate pazienza, per me c'è differenza) che hanno qualcosa da dimostrare, che si sentono "poco potenti", che vogliono sentirsi qualcuno, dimostrare di valere qualcosa. E che per farlo decidono di piacchiare, ferire, uccidere, violentare fisicamente o psicologicamente, in solitudine o in gruppo, una donna o più donne.
Usando la loro storia di quella notte come fate, compite un'altra violenza contro di loro, sappiatelo.
Sostenete le vostre tesi, difendete o accusate chi volete, ma PRIMA ricordatevi che quelle donne hanno diritto a avere comprensione e giustizia per sè stesse e non perchè possono essere usate per dire qualcosa a qualcuno.
Ah, a proposito, Signor Vespa (si proprio quello, Bruno, che continua a stressare la nazione con talk show a tarda sera abusando nel contempo della colonna sonora di Via col Vento) le donne non sono sue, indi eviti di parlare delle "nostre donne".
Che le donne, glielo assicuro essendo una di esse, appartengono solo a loro stesse.
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