venerdì 8 agosto 2014

Se posso permettermi di chiedere...

Ovvia, è andata.
Il Senato ha detto il primo dei 4 si previsti (2 al Senato e 2 alla Camera) per la riforma costituzionale che lo cambia e che abolisce, tra l'altro, CNEL e Province.
Secondo l'Iter previsto dall'articolo 138 (sempre che non cambi il testo) dopo quei 4 si ci sarà il Referendum (il voto non ha raggiunto i 2/3 degli aventi diritto) e poi l'entrata in vigore, più o meno nel 2016, però, giù, via, è andata.
Ora possiamo smettere di occuparci ogni giorno delle battute più o meno simpatiche sui #gufi e i dittatori e possiamo cominciare a pensare, parlare e agire per migliorare concretamente la vita degli italiani.
Si, perchè non c'è storytelling che tenga: le riforme costituzionali sono importanti, ma, certo, non avranno sui cittadini lo stesso impatto che potrebbero avere la riforma della Giustizia civile ed amministrativa, la riforma della P.A., una riforma complessiva (non un decreto tanto per fare una RIFORMA COMPLESSIVA) del sistema lavoro e del sistema economico e una riforma degli ammortizzatori sociali.(che più che una riforma sarebbe la creazione degli stessi).
E non provate a dirmi che non è vero. Sapete benissimo che è una balla. E che tutto questo casino scatenato in Senato non è altro che una prova di forza per vedere, da tutte le parti, fino a che punto si può tirare la corda senza romperla.
Solo una cosa, se posso permettermi di chiedere: ora non vi perdete in picche sulla legge elettorale. 
Che altrimenti, quando arriveremo a votare, ci spediranno tutti a casa a calci nel sedere. E lo faranno non andando a votare.




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