sabato 9 agosto 2014

Fareste meglio a darvi fuoco... agli alluci!


Uno dei comunicatori dell'agenzia pagata dal Pd, oggi, ha scritto su Fb (riassumo) che chi dissente, invece di scrivere post di critica sui social, potrebbe provare a fare qualcosa di più eclatante, tipo (e qui lo cito esattamente): "...un'autocombustione in piazza? Magari parziale, solo di un anulare, di un malleolo, di un'arcata sopracciliare. Insomma, verrebbe fuori una cosa più originale, più scenografica, diciamo..."
Ora, la frase (che secondo l'autore dovrebbe essere una battuta scanzonata e leggera) mi pare davvero brutta, non solo di cattivo gusto, ma proprio proprio brutta. 
Quello che mi dà più fastidio, però non è la frase in se. I social sono pieni di pessime battute che si possono aggirare evitandone gli autori.
No, è che, secondo me, questa frase, buttata là con noncuranza, ridicolizza in modo brutale uno dei gesti più estremi che un essere umano possa compiere per protesta.
E ridicolizza chi quel gesto ha compiuto davvero.
Ridicolizza Jan Palach, per esempio, e il suo darsi fuoco per protestare contro il regime comunista che brutalizzava il suo paese.
E rende un po' ridicolo anche chi, come me, lo ha sempre considerato un esempio, per quel gesto. Un esempio di forza e di coraggio, un esempio dato da chi lotta con tutti i mezzi che ha, fino a rimetterci la via, per quello in cui crede. 
Un esempio a cui io non credo proprio sia giusto togliere rispetto per fare una battuta pseudo ironica contro chi dissente con Renzi. 
Anzi: sono convinta che sarebbe meglio se, in nome di questo rispetto, il "comunicatore" facesse sparire quel post, anche se non penso proprio che lo farà, visto che questa battuta ha riscosso plausi che arrivano fino al responsabile della comunicazione nazionale del Pd.
Ma non è che, alla fine (e lasciatemelo dire, sarebbe tremendo) sia
 normale per questa autoproclamata "nuova generazione" di politici e comunicatori dimenticare e sostituire punti di riferimento come Jan Palach con i personaggi di House of Cards? Personaggi finti, che stanno bene in una serie televisiva, ma che nessuno (ma proprio nessuno nessuno) vorrebbe mai come proprio rappresentate in nessuna istituzione?
Se così fosse, che tristessa.  Che tristezza infinita.





venerdì 8 agosto 2014

Se posso permettermi di chiedere...

Ovvia, è andata.
Il Senato ha detto il primo dei 4 si previsti (2 al Senato e 2 alla Camera) per la riforma costituzionale che lo cambia e che abolisce, tra l'altro, CNEL e Province.
Secondo l'Iter previsto dall'articolo 138 (sempre che non cambi il testo) dopo quei 4 si ci sarà il Referendum (il voto non ha raggiunto i 2/3 degli aventi diritto) e poi l'entrata in vigore, più o meno nel 2016, però, giù, via, è andata.
Ora possiamo smettere di occuparci ogni giorno delle battute più o meno simpatiche sui #gufi e i dittatori e possiamo cominciare a pensare, parlare e agire per migliorare concretamente la vita degli italiani.
Si, perchè non c'è storytelling che tenga: le riforme costituzionali sono importanti, ma, certo, non avranno sui cittadini lo stesso impatto che potrebbero avere la riforma della Giustizia civile ed amministrativa, la riforma della P.A., una riforma complessiva (non un decreto tanto per fare una RIFORMA COMPLESSIVA) del sistema lavoro e del sistema economico e una riforma degli ammortizzatori sociali.(che più che una riforma sarebbe la creazione degli stessi).
E non provate a dirmi che non è vero. Sapete benissimo che è una balla. E che tutto questo casino scatenato in Senato non è altro che una prova di forza per vedere, da tutte le parti, fino a che punto si può tirare la corda senza romperla.
Solo una cosa, se posso permettermi di chiedere: ora non vi perdete in picche sulla legge elettorale. 
Che altrimenti, quando arriveremo a votare, ci spediranno tutti a casa a calci nel sedere. E lo faranno non andando a votare.




martedì 5 agosto 2014

L'impatto del patto e la Nemesi dei renziani.

 Polito, stamani sul Corriere, dice che, probabilmente, una delle clausole (o degli accordi) del mitico Patto del Nazareno riguarda l'elezione del prossimo Presidente della Repubblica.
Secondo lui non potrà essere persona sgradita a Berlusconi. 
E aggiunge pure che, per raggiungere questo obiettivo, Berlusconi mai tradirà il sodalizio con Renzi.
Ecco, io non so se Polito ha ragione, ma la prima cosa che mi viene alla mente pensando al prossimo Presidente sono i giorni (per me tragici) che hanno portato alla rielezione del Presidente Napolitano.
Renzi si ribellò, da vero capopopolo, e diede ordine ai suoi parlamentari di non votare Franco Marini, un fondatore del Pd

No, dissero in 50, Marini non si può votare: è macchiato dall'orribile colpa di essere candidato scelto in accordo con Berlusconi, ricordate?
Ecco, se Polito ha ragione, lo stesso Matteo Renzi, ora capo popolo per incarico e capo del Pd per elezione, si troverà a dare ordine ai parlamentari e ai delegati Pd che faranno parte della platea dei Grandi Elettori, di votare, che so, Gianni Letta (lo sappiamo tutti che quello è il pallino di Berlusconi, no?).
Ecco: questa sarebbe la Nemesi dei renziani. 
Soprattutto se, una pattuglia di parlamentari, invocando la stessa libertà di coscienza invocata da Renzi, rifiutassero di votarlo, impedendogli così di arrivare al Colle.
E io lo troverei davvero molto, ma molto, divertente.

lunedì 4 agosto 2014

Il #gufoprofessore

Anacleto, ovvero, il #gufoprofessore.
Chi è che non avrebbe voluto averlo, al posto dei nostri, a scuola, come insegnante?
A me sarebbe piaciuto moltissimo. E avrei voluto anche un posto per studiare come quello di Semola, invece avevo una classe pulita, ordinata e strapiena.
Forse è per questo che l'idea di un gufo professore mi piace e mi fa sorridere. Forse è per questo che non lo trovo negativa, anzi: la trovo più che positiva. 
Forse è per questo che mi piace e mi diverte l'idea di essere una #gufo. 
Soprattutto ora che tanti provano (se lo dice Matteo va fatto eh...) a parlane male dei poveri Gufi.
Oh, si vede che preferiscono Maga Magò.