C'è un problema di
fondo, in questa polemica sui Comitati interni al PD per il NO alla riforma,
che è sia di forma che di sostanza, secondo me.
Il nostro Statuto dice
che il Pd è un partito formato da iscritti ed elettori.
E' il motivo per cui,
alle primarie, possono votare tutti coloro che si dichiarano elettori del
Partito Democratico, senza bisogno di essersi mai tesserati o di aver mai fatto
un giorno di militanza.
Se la costituzione di
Comitati del NO interni al Pd, proprio non ci va giù, potremo far partire
esposti contro gli iscritti che li fonderanno o ne faranno parte (ammesso e non
concesso che sorta qualche effetto).
Però, se degli elettori
del Pd (che si dichiarano tali esattamente come per votare alle primarie) si
riunissero, anche non in una sede Pd, e fondassero un comitato per il NO alla
riforma, chiamandolo "Democratici per il NO", secondo voi, il Pd che
potrebbe fare?
Ve lo dico io: NULLA.
Perchè quelle persone
possono definirsi Democratici a termini di Statuto, sono membri del Pd a pieno
diritto, ma, non essendo iscritti, non sono vincolati alle decisioni della
direzione nazionale.
E in nessun caso gli
organismi possono agire nei loro confronti.
Gli elettori non
possono subire sanzioni disciplinari.
In definitiva: NON SI
POSSONO ESPELLERE GLI ELETTORI dopo aver deciso che sono parte del Pd
esattamente come gli iscritti, senza aver dato loro gli stessi doveri.
Possiamo biasimarli
fortemente.
Sapete quanto sarà
utile?
