Primarie, mantra e piccoli fan (con le truppe cammellate a far da coro)
Per carità, non è che io non abbia mai contestato un avversario alle primarie, anzi: l'ho fatto e anche aspramente.
Ma fra contestare un avversario che si riconosce come tale (e quindi si rispetta) e trovare giustificazioni oscene e assurde per la scarsa affluenza a Roma ce ne corre.
E ce ne corre assai, almeno secondo me.
Forse, dico forse, ai tanti che ripetono come un infallibile mantra le parole di Orfini potrebbe venire in mente che quei voti che mancano (più o meno 50.000) rispetto al 2013 non sono di mafiosi o portatori di cranio vuoto (e perciò cammellabili), Sono (anche) di persone che si sono stufate di essere trattate come imbecilli perchè non assentono in tutto e per tutto a ciò che accade nella magnifica nuova era del Pd.
Sono (anche) di persone che sono stufe degli insulti e degli inviti a uscire.
Sono (anche) di persone deluse da questo continuo e insistente panegirico tessuto da fan che di politica niente sanno o vogliono sapere, ma hanno grande fede nel leader.
Sono (anche, si anche) di persone che non vogliono avere nulla a che vedere con quelli che c'erano quando si tessevano le trame di Roma Capitale e si portavano a votare le truppe cammellate (per esempio c'era Orfini, che ora pare essersene scordato, ma che prese una fracchiata di voti mentre imperava quel sistema...)
Povero, povero Giachetti, ostaggio (e prigioniero) di troppi che lo usano per insultare la sinistra o (giornalisti e giornali per primi) per inventare candidati alternativi o complotti per non farlo votare.
E povero Pd, in mano a chi proprio non riesce a capire che il giorno in cui dentro rimarranno solo i fedeli nei secoli, i piccoli fan e i convinti a prescindere (sogno questo di troppi che conosco) il Pd non esisterà più.
E poveri anche quelli che condividono le idee di Renzi, ma ragionano e non assentono a prescindere.
Saranno i prossimi.
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