sabato 30 marzo 2013


SOMEWHERE OVER THE RAINBOW

Piove.
Una pioggia battente, fredda. 
Eppure non dovrebbe, è quasi Aprile.
Quest’anno la primavera ritarda, il Governo ritarda e anche le soluzioni non si vedono.
Soluzioni serie, intendo, soluzioni vere.
Sono arrivate, al posto loro, le soluzioni pro tempore. 
Stessa famiglia, ma diverso effetto. Danno poca soddisfazione e lasciano l'amaro in bocca. Niente di davvero buono, insomma.
La saggezza, la forza e la capacità di decidere, invece, non hanno mandato nemmeno una cartolina. Sparite. Del tutto.
Quelle che abbondano, non volute come sempre, sono le critiche. 
Quelle di chi sa tutto a prescindere, di chi è insoddisfatto comunque, di chi “se c’era..” “ se si fosse fatto…” “ma si poteva…”.   E anche quelle di chi si sente trionfante senza aver fatto nulla di che, così, a prescindere. O di chi dice: eh ma io lo avevo detto… Che poi non è mai vero, ma non importa.
Mi verrebbe da dirglielo che sono inutili, che li rendono solo inascoltabili. Ma non lo faccio. Troppa fatica. E poi non ascolterebbero.  
Se ci provano gusto a stare lì, sotto la pioggia, bagnati fradici e senza ombrello, in fondo, sono affari loro.
Io sto qui. E guardo. E ascolto.
Non vi aspettate che mi arrenda eh... Non lo farò.
Io sto qui. E aspetto. Perché per esperienza so che succede sempre qualcosa.
E che il sole comunque c’è e prima o poi spunta. Anche se ora è sopra le nubi. Da qualche parte, oltre l'arcobaleno.

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