sabato 30 marzo 2013


SOMEWHERE OVER THE RAINBOW

Piove.
Una pioggia battente, fredda. 
Eppure non dovrebbe, è quasi Aprile.
Quest’anno la primavera ritarda, il Governo ritarda e anche le soluzioni non si vedono.
Soluzioni serie, intendo, soluzioni vere.
Sono arrivate, al posto loro, le soluzioni pro tempore. 
Stessa famiglia, ma diverso effetto. Danno poca soddisfazione e lasciano l'amaro in bocca. Niente di davvero buono, insomma.
La saggezza, la forza e la capacità di decidere, invece, non hanno mandato nemmeno una cartolina. Sparite. Del tutto.
Quelle che abbondano, non volute come sempre, sono le critiche. 
Quelle di chi sa tutto a prescindere, di chi è insoddisfatto comunque, di chi “se c’era..” “ se si fosse fatto…” “ma si poteva…”.   E anche quelle di chi si sente trionfante senza aver fatto nulla di che, così, a prescindere. O di chi dice: eh ma io lo avevo detto… Che poi non è mai vero, ma non importa.
Mi verrebbe da dirglielo che sono inutili, che li rendono solo inascoltabili. Ma non lo faccio. Troppa fatica. E poi non ascolterebbero.  
Se ci provano gusto a stare lì, sotto la pioggia, bagnati fradici e senza ombrello, in fondo, sono affari loro.
Io sto qui. E guardo. E ascolto.
Non vi aspettate che mi arrenda eh... Non lo farò.
Io sto qui. E aspetto. Perché per esperienza so che succede sempre qualcosa.
E che il sole comunque c’è e prima o poi spunta. Anche se ora è sopra le nubi. Da qualche parte, oltre l'arcobaleno.

venerdì 29 marzo 2013


RILASSATI
 
Rilassati, mi dicono.
E io mi interrogo. Si, nel senso che mi faccio direttamente la domanda: “Cri, ma sei  nervosa, per caso?”
E mi rispondo: no. Sono tranquilla, a tratti anche felice.
E allora?
E allora mentre mi dicono rilassati, io realtà mi dicono: smetti di dire le cose che pensi, smetti di difendere le tue opinioni. Smetti di rispondere, parlare, disturbare.
Abbiate pazienza, ho capito che siete tanto preoccupati per me. Vi ringrazio, eh.
Grazie, ma no. Questo proprio non lo voglio fare.

giovedì 28 marzo 2013

Mi sono fatta un caffè...


Mi sono fatta un caffè. 
E ora aspetto. Aspetto le 18 e che Bersani vada al Quirinale.
Ci sono le perplessità a farmi compagnia. 
Troppe per prenderle tutte in considerazione.
 Una basta: perchè in tanti si fanno venire il torcicollo per guardare indietro invece di guardare avanti?
Non ho risposte, però. 
E non penso ne arriveranno.
La domanda rimane nell’aria, una piccola nuvola scura in una giornata già scura.
Non va giù neanche col caffè.