Catone, le critiche e le guardia armate dell'ortodossia.(Post ironico ad alto tasso di antipatia dovuta alla mal sopportazione di modi, metodi e parole, che con il tempo, invece di migliorare, peggiorano).
Pare, da quel che leggo in giro, che per poter criticare uno o più provvedimenti del Governo o (Dio non voglia!) il DDL Boschi, sia necessario essere più poveri di San Francesco, più umili d Gandhi e anche privi di qualsiasi pregresso incarico, impegno o ideale politico. E ovviamente di qualsiasi vitalizio o guadagno legato alla politica.
Che altrimenti si è prevenuti, si sottintende qualcosa che non si dice, si nasconde il proprio recondito (e personale) motivo di critica che, certamente, cela interessi poco legittimi o, addirittura, criminosi.
Eh si, se non si è più che perfetti (secondo il manuale del buon militante PD edito dalle Edizioni Turborenziani s.p.a.), nel giro di qualche minuto dalla critica espressa o condivisa, arriva la pattuglia dei guardiani dell'ortodossia a chiedere spiegazioni, pretendere risposto e a dirti (ovviamente) che cosa pensi davvero e perchè lo fai.
E guai a te se provi a dire che, no, non è così, o peggio, se ironizzi. Se la prendono come se avessi offeso la loro genia femminile fino alla 77* generazione e diventano ancora più puntuti, lagnosi e petulanti.
E non credete di poter loro sfuggire: un peccato (piccolo, medio, grande, rilevante o d'accatto, magari pure prestato, alla bisogna) te lo trovano. E se non c'è, lo inventano, lo sottintendono, lo mimano.
No, l'unica possibilità che rimane a chi tiene al proprio libero pensiero, è fare finta che stiano giocando e mettersi a giocare con loro. In fondo, chi mai potrebbe, facendo sul serio, dire, fare, pensare, urlare o esclamare, le cose che loro dicono, fanno, pensano, urlano o esclamano? Su davvero, chi potrebbe?
Ah, un suggerimento (assolutamente non richiesto) a questi novelli imitatori (pessimi imitatori) del grande Catone il Censore: provate a clonarlo. E chiedete a lui di stendere una qualche legge o leggina sulla falsa riga delle Leggi Suntuarie. Legge o leggina da usare, poi, come punto fermo per partire in branco, fiutare e punire i biechi trasgressori.
No, l'unica possibilità che rimane a chi tiene al proprio libero pensiero, è fare finta che stiano giocando e mettersi a giocare con loro. In fondo, chi mai potrebbe, facendo sul serio, dire, fare, pensare, urlare o esclamare, le cose che loro dicono, fanno, pensano, urlano o esclamano? Su davvero, chi potrebbe?
Ah, un suggerimento (assolutamente non richiesto) a questi novelli imitatori (pessimi imitatori) del grande Catone il Censore: provate a clonarlo. E chiedete a lui di stendere una qualche legge o leggina sulla falsa riga delle Leggi Suntuarie. Legge o leggina da usare, poi, come punto fermo per partire in branco, fiutare e punire i biechi trasgressori.
State attenti, però, che Catone non era esattamente un incoerente, pieno di triplici pesi e triplici misure. Era uno diritto come un fuso. lineare come un filo a piombo. Più severo con sè stesso che con gli altri. Esattamente il contrario di voi, insomma.
Si, davvero, state attenti, che se non usate i doppi criteri che siete usi utilizzare (uno per voi, uno per in "non credenti"), i primi a finire nella lista potreste essere proprio voi.